lunedì 5 ottobre 2009

La caverna segreta....

Dal Corriere delle Sera del 05/10/2009


MILANOChi ha avuto il permesso di entrarci, roba per pochi e selezionatissimi intimi, dice che la «caverna di Brad» è il santuario maschile per antonomasia. Con il suo jukebox vintage Wurlitzer, i suoi mega schermi al plasma, i barili di birra sempre in fresco (sempre per quei pochi e selezionati intimi, l'amico Matt Damon in primis) e i fili degli impianti stereo che serpeggiano ovunque. Anche sotto le ruote dei suoi esclusivissimi bolidi: una Harley-Davidson Bad Boy e una Confederate Hellcat. Brad è Brad Pitt. E la sua «caverna» se l'è creata non dentro ma accanto alla villa di Malibu in cui vive con Angelina Jolie e figli. Una «sua casa» costruita accanto alla «casa di famiglia». Ieri l'edizione domenicale del Times l'ha eletto a icona della nuova tendenza maschile: «Brad guida la ritirata degli uomini nella caverna». Una «stanza dei giochi», appunto, sempre più fuori che tra le mura domestiche. Come in principio, quando padri e nonni si ricavavano la propria caverna in un garage, in un gabbiotto in giardino, in uno studio a due passi da casa. E chi una «caverna» extra non può permettersela?


C'è sempre la mansarda, la taverna, quel locale in più che (con grande gioia del gentil sesso, giurano gli addetti ai lavori) diventa il luogo in cui l'uomo di famiglia si ritira insieme alle cose a lui più care.


Del resto con e dietro Brad c'è un esercito di ammogliati e single per i quali il «santuario maschile» diventa innanzitutto il luogo in cui potersi isolare dal mondo: da George Clooney al nostrano Roberto Vecchioni. Prendiamo il primo: benché single, difende a spada tratta il bisogno di ritirarsi nella «caverna». Nel caso specifico le sue case sparse tra Los Angeles e l'Italia, riempite di modellini e collezioni di dischi. Anche l'attore Nicolas Cage ha un «santuario dell'uomo» pieno zeppo di fumetti rari (quelli di Superman in primis). Santuario off limits persino al figlio. Johnny Depp, che di figli ne ha due, il suo regno l'ha realizzato a Parigi: lì chitarre d'ogni sorta (la sua passione) sono gelosamente custodite accanto alle casse di vino prodotte nella sua vigna di St Tropez. Roberto Vecchioni (cantautore, scrittore, insegnante, marito e quattro volte padre) la sua «caverna» se l'è creata dentro la casa di famiglia.


«Una stanza tutta mia, dove l'ingresso è libero ma la porta spesso rimane chiusa e tutti la rispettano: è il mio ritiro, il posto dove posso isolarmi e fare quello che mi sento di fare. Rispondendo non a un bisogno di fuga ma di stare con me stesso». Sia chiaro: «Un po' stanza di Peter Pan e un po' specchio di se stessi, mica è un'invenzione di Brad Pitt. Basta pensare a Des Esseintes, il protagonista di A ritroso di Huysmans. Fa parte dell'immaginario maschile. Anche perché se l'uomo non ha gratificazioni dall'estero le cerca nel privato». Naturalmente, nel «regno» di Roberto Vecchioni, c'è il suo tesoro: «Libri e dischi (tanti e rari), strumenti, computer con cui giocare a scacchi e vincere (o perdere senza dover sopportare la frustrazione della sconfitta pubblica), riviste di enigmistica, foglietti d'ogni colore e misura sui quali sono appuntate frasi che mi hanno particolarmente colpito». E, naturalmente, le giornate sono scandite dalle sue passioni: «Una su tutte: la musica. Lì ho creato sette o otto dischi. Ma il lavoro è sempre rimasto fuori».


Alessandra Mangiarotti

2 commenti:

  1. Come sempre il meo...grazie a consu....è sempre un passo avanti....è già + di un anno ke i suoi gingilli sono stati buttati in garage!!!!....(mi fate pena ed anke un po' cacare...)

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