mercoledì 2 luglio 2008

Finalmente! GAIAN DECIMA PUNTATA!

Dopo lunga attesa, dopo ore ore di apprensione, dopo sciperi generali, barricate e scontri con le forze dell'ordine... Gaiann è qui! Godetevi la nuova puntata:

Decima (mas? Que nada!) puntata

Dove il prode Gaiann ritrova suo fratello Gainne ma deve affrontare la prova più difficile in cui rischierà la vita.
Ancora perduto nel fantastico mondo del Buo Meraviglio, preso dal desiderio irrefrenabile di ficcarci il capo, il prode Gaiann non si accorse che si stava avvicinando un personaggio inquietante. Decise, contro stomaco, di volgere lo sguardo, percependo un pericolo imminente. Si voltò e vide qualcosa di ancora più sconvolgente della cosa appena ammirata: di fronte a lui c'era... sé stesso!
Si trovava di fronte alla sua immagine, come se fosse uno specchio; ma era di carne e in tre dimensioni.
Il saggio Gaiann rimase come imbambolato. Il viso inebetito, un filo di bava pendolante dal labbro inferiore, con la bocca immobile, Gaiann guardava incredulo sé stesso in un abito di pelle nera attillato, con il mascara e il rossetto nero, capelli laccati con le punte per aria.
A un tratto capì: Gainne!
In mezzo allo stupore, lo stupito Gaiann cercò le parole e chiese: "Dimmi, fratello mio, come posso sbattezzarmi?"
Direte voi: ma che cazzo di domanda è? Uno incontra il fratello che non ha mai conosciuto e gli chiede di sbattezzarsi. Ebbene si, questo fece il sorprendente quanto eroico Gaiann.
"Non c'è modo, Gaiann caro. Sappiamo la strada che hai fatto per giungere qui e le tue intenzioni."
"Sappiamo chi?" chiese dubbioso il prode Gaiann annusando puzzo d'inculata.
"Noi adepti dei Chierichetti Assassini, i killer di Kristo. Non permetteremo mai che tu lasci la Casa dell'Onnipotente, Gaiann caro."
Questo tono pacato, questo "caro Gaiann di qui, caro Gaiann di qua", fecero un po' incazzare il placido Gaiann, sempre più insospettito dal fratello e intimorito dalle sue parole.
"Ma io non ero d'accordo, non volevo battezzarmi. Perché volete costringermi ancora?"
"Caro Gaiann, la fede non si compra al supermercato nè nell'istituzione Chiesa."
Il saggio Gaiann rimase stupito perché le parole che aveva udito non provenivano dal fratello Gainne, ma qualcun altro, nell'ombra, le aveva pronunziate.
Continuò la voce torbida e pastosa: "Ognuno di noi ce l'ha dentro grazie al fuoco battesimale, l'unica cosa buona che sembra esserci adesso in tutta la tua vita!"
Un uomo dal naso prominente si trovava nell'angolo oscuro della stanza, un uomo che gli sembrava di avere già incontrato da qualche parte, una voce e delle parole che era sicuro di aver già sentito.
Ma certo! Era l'Emissario dell'Onnipotente!!! Il losco figuro, incontrato all'inizio del suo viaggio, era lì per incastrarlo, per rimetterlo a posto; si fece avanti con destrezza impugnando un randello nodoso che Gaiann il coriaceo aveva rischiato di assaggiare.
"Abbiamo provato a convincerti, abbiamo provato a forzarti, ma hai ucciso il nostro agente, il disgustoso Paolaio. Per te non c'è speranza. Questa volta Ornello ti cresimerà!"
Con un balzo felino, Gainne afferrò il nostro eroe cinturandolo alle spalle e sfregando la sua zona pubica contro il deretano di Gaiann.
Altro che puzzo d'inculata! L'inferocito Gaiann ebbe appena il tempo di gridare "Brutto finocchio!" che l'Emissario dell'Onnipotente gli sferrò una bastonata violentissima in mezzo alla testa.
Gaiann cadde a terra senza poter reagire. Il colpo era stato così violento da fracassargli il cranio e ucciderlo
all'istante.
Gainne e l'Emissario si sbrigarono a far sparire il corpo di Gaiann, seppellendolo da qualche parte, in mezzo al bosco, perché nessuno potesse più trovarlo.
Ma Gaiann, seppur morto per i mortali, continuava ad esistere.
Non capiva bene come né perché, ma riaprì gli occhi e trovò Nella al suo fianco, attraversando un fiume azzurro e splendente.

Fine della prima serie de "La saga di Gaiann" dal titolo "Lo sbattezzo"

Nella seconda serie: Gaiann resuscita trasformandosi in super Gaiann e torna sulla Terra per fondare i Superminkiaeroi e combattere i maledetti Chierichetti Assassini

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