venerdì 14 marzo 2008

La saga di Gaiann - seconda puntata

Seconda puntata (ne' denti)
In cui il valoroso Gaiann incontra sulla sua strada un emissario dell'Onnipotente che lo vuole convertire

Lasciato il ramingo rifugio sull'arginello della Fossa Nova, il prode Gaiann s'incammina fischiettando tutto preso nella contemplazione del mistero della Natura.
No, non quella che sta in mezzo alle gambe delle donne, quell'altra.
Il sole gli accarrezzava le spalle e l'aria fresca gli solleticava il viso. Tutto era perfetto e lui si sentiva libero, se non fosse stato per quella sensazione di marcio che proveniva dal suo passato. Un impostore con la sciarpa viola (non era Cecchi Gori né un tifoso di calcio) gli aveva imposto di appartenere al Popolo di Dio, senza che lui potesse decidere.
A questo danno doveva porre rimedio, ad ogni costo! Il gentile Gaiann, però, contrario ad ogni forma di violenza contro uomo ed animale, era persona di modi miti e sempre pronto al confronto
aperto con qualunque altro essere. Pensò che, parlando con qualcuno di quei ministri, avrebbe potuto facilmente risolvere il suo problema e togliersi il fardello di quell'errore di giovinezza.
Giunto in un paese pio e santo, dove le strade sono perennemente ricoperte di petali di fiori in onore della Beata Patrona, il prode Gaiann vide un uomo dal naso prominente impartire a dei parvoli la dottrina del Cristo.
"Vedete figlioli, si diviene membri del popolo di Dio non per la nascita, ma per la nascita dall'alto, l'unica vera nascita, quella che avviene attraverso l'acqua e lo Spirito durante il sacramento del
Battesimo." Senti dire al figuro, di lontano. E poi: "Non esiste la vita al di fuori del gregge del Signore, chiunque ne esce è perduto per sempre!"
A quel punto, lo scaltro Gaiann capì di avere incontrato una persona con cui poter parlare e a cui poter chiedere lumi sulla strada da percorrere per liberarsi dal pesante ingombro battesimale.

Nella prossima puntata: dove Gaiann conosce l'Emissario dell'Onnipotente ed è costretto a fronteggiarlo per evitare di essere cresimato

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